Figlio di una stirpe di mugnai sin dal 1600, Domenico Mengozzi (scomparso nel 2006) ha sempre lavorato nel suo mulino di Fiumicello, coltivando però una grande passione per la scultura.

Prima di cessare la produzione, a causa dello spopolamento delle campagne, il mulino era molto apprezzato nella zona, specialmente per la finezza della sua farina di castagne.

Domenico Mengozzi al lavoro nel suo mulino

Domenico Mengozzi al lavoro nel suo mulino

Nel 1993 Domenico e suo fratello Sesto, mossi dall’amore per le loro origini, decisero di rimetterlo in funzione, rifacendo a mano tutte le turbine ma mantenendo immutate la tecniche di lavorazione.

Oggi la struttura, immersa nello splendido contesto naturalistico del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, viene utilizzata solo a scopo dimostrativo turistico-culturale e per le visite didattiche delle scolaresche.

L’hobby della scultura

Domenico iniziò a scolpire la pietra serena, arenaria tipica dell’Appennino tosco-romagnolo, attorno agli anni ’60, producendo caminetti, tavoli, fontane, busti di personaggi religiosi e politici e strane catene di varie misure, sempre però solo per hobby.
Tra le varie realizzazioni anche un autoritratto in pietra che accoglie i visitatori .

Lungo la strada che porta da Fiumicello al mulino, ha scolpito direttamente sulla viva roccia figure ispirate alla mitologia e agli animali del bosco.

Spesso le sculture sono accompagnate da frasi e massime da lui stesso inventate come, ad esempio:  “meglio un cavallo scolpito che un nobil somaro in parlamento”.

 

 


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Mulino Mengozzi
Fiumicello di Premilcuore / Forlì-Cesena