ono ormai passati 40 anni da quel maledetto 27 giugno del 1980, quando il volo del DC 9 Itavia 870, partito da Bologna per Palermo, con 81 persone a bordo (tra adulti e bambini), esplode inspiegabilmente in volo nel Mar Tirreno in prossimità di Ustica. Ad oggi tante le ipotesi, forse uno scontro aereo tra aerei militari francesi e libici che ha coinvolto un mezzo civile e poi depistaggi, servizi segreti deviati e un “assordante” silenzio istituzionale.
L’artista francese Christian Boltanski (1944-2021)
Di fatto dopo 40 anni ancora non è possibile scrivere una verità definitiva su quanto accaduto. Dal 2007 è stato creato a Bologna il Museo per la Memoria di Ustica grazie alla determinazione dell’Associazione dei Parenti delle Vittime della Strage di Ustica e della sua presidentessa Daria Bonfietti, nata per documentare e accertare la verità e le responsabilità civili e penali della strage.
Il museo raccoglie tutti resti dell’aereo che è stato possibile recuperare, assemblati in una suggestiva installazione dell’artista francese Christian Boltanski, composta da 81 luci e 81 specchi in memoria di tutte le vittime della strage.
A fianco del relitto sono state poste alcune casse chiuse e quindi non visibili ai visitatori, che contengono gli oggetti personali appartenuti alle vittime.
Queste immagini, oltre a rendere omaggio alle vittime della tragedia, sono state volutamente riprese tutte con un teleobiettivo, mettendo in risalto i dettagli dei rottami, quasi a voler andare a scavare ulteriormente in profondità, alla ricerca della verità.
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